22 Ottobre 2020
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Osteopatia

Cosa fa l´osteopata

L’osteopata è un professionista che effettua valutazione e pratica terapeutica manuale con un criterio che considera l’unità funzionale del sistema muscolo-scheletrico di fondamentale priorità nel mantenere in salute l’intero organismo umano. L’Osteopatia si avvale di tecniche manuali non invasive che agiscono sull’apparato muscolare, sulle articolazioni , sui visceri e sul sistema cranio sacrale ed implica il trattamento dei “tessuti molli” e l’uso di test specifici di macro e micro mobilità articolare e tessutale, locale e generale (Definizione del Registro degli Osteopati Italiani – ROI). L´Osteopatia è una medicina non convenzionale riconosciuta dall´Organizzazione Mondiale della Sanità. La disciplina fu fondata in America nel 1874 dal medico statunitense Andrew Taylor Still. Il nome stesso della nuova disciplina sintetizza il concetto che l´osso (ostèon) è il punto di partenza delle condizioni patologiche e quindi della sofferenza (pathos). L’Osteopatia è un metodo terapeutico che riconosce nell’individuo un’unità funzionale nella quale non è possibile separare le strutture psichiche, viscerali e somatiche. Basandosi sulle scienze fondamentali e sulle conoscenze mediche tradizionali, ha affinato nel tempo mezzi diagnostici e terapeutici per intervenire efficacemente sul sistema muscolo – scheletrico, viscerale, circolatorio, fasciale, neuro-endocrino e cranio sacrale.

Cosa fa l´osteopata pediatrico

La valutazione del neonato, come sovente accade negli Ospedali di Maternità e quindi già alla nascita nel resto dell’Europa, è utile per prevenire qualsiasi complicanza che ritardi uno sviluppo corretto come più accadere se durante il parto le pressioni ricevute vadano a mettere in disfunzione il rimodellamento cranico post-parto e causare così malformazioni craniche (la più conosciuta è la plagiocefalia) oppure generare disturbi irritativi nervosi somatici (per esempio la genesi del torcicollo miogeno che potrebbe essere causato da un deficit funzionale del nervo accessorio dovuto a un restringimento del suo passaggio nel foro giugulare) o vegetativi (per esempio un’irritazione vagale nella sua fuoriuscita dal forame giugulare che può determinare disturbi digestivi, intestinali) o a disfunzioni rachidee cervicali da parto (per esempio rigurgiti frequenti da irritazione del nervo frenico nelle sue radici cervicali inferiori causa spesso di irritabilità ed insonnia del neonato). In ambito pediatrico l’approccio di tipo cranio sacrale è il più utilizzato per la sua naturale dolcezza e non invasività ma che consente attraverso manovre molto leggere e armoniche di entrare in contatto col movimento respiratorio primario del bimbo e di consentirne il normale riequilibro nell’intento di ripristinare o stimale la fisiologica dinamica somatica e dei fluidi. Seguire il bimbo nella sua crescita può essere utile per prevenire o trattare disfunzioni somatiche come le malocclusioni dentali, i deficit di respirazione nasale, i disturbi neurovegetativi, posture scorrette, i dismorfismi del rachide e/o degli arti inferiori, tanto per citare alcune indicazioni alla valutazione osteopatica.

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